DOMINIO PUBBLICO la città agli under 25 - 2019
TU, SOLAMENTE SOLLEVATI
L’immagine, rappresenta nella sua forza evocativa il concetto di Ribellione, in chiave poetica e surreale. In una città cupa e infuocata, fra un volo basso di mongolfiere si eleva il vero protagonista, quello che non si piega alle conformità, quello che cerca la luce e si solleva trascinando con se’ tutta la mongolfiera, per iniziare il suo viaggio verso il cambiamento, in una emozionante ascesa dal buio alla luce.

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere che e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
Italo Calvino _ Le città Invisibili
Elevarsi è una condizione naturale per l’uomo propria non solo allo spirito e al pensiero.
È un bisogno fisico e necessario per ogni essere vivente. La spinta verso l’alto alla ricerca della luce e dell’aria, elementi essenziali alla vita e necessari alla crescita, è un istinto comune a ciascuno di noi fin dalla nascita.
Questo desiderio, soprattutto da giovani, ci spinge a sollevarci e a puntare verso il cielo per riuscire a trovare la propria strada, cercare di vedere le cose con più distacco e maggiore nitidezza, qualità propria delle grandi altezze. Ma il rischio di salire troppo velocemente -dicono- è sempre quello di una brusca caduta. Ecco allora che la nostra coscienza impara ad essere prudente e acquisisce consapevolezza non solo della propria traiettoria ma anche di quello che è intorno a noi.
Sei anni fa abbiamo avviato questo progetto con l’intento di non rimanere soli. Abitavamo degli spazi dove si svolgevano attività culturali, dove ogni sera veniva messo in scena un gioco, il gioco di imitare la vita e questo gioco lo volevamo condividere con gli altri. Questi spazi si chiamavano teatri. Ma sembrava che molti se ne fossero dimenticati o che non servissero più, perché spesso venivano chiusi o abbandonati.
Dominio Pubblico nasce come progetto di formazione per gli spettatori, nel tentativo di renderli partecipi di questo gioco dove si impara a stare insieme e a condividere gioie e dispiaceri. Siamo stati tra i primi esempi di co-working culturale tra strutture teatrali indipendenti che si sono messe insieme nel tentativo di fare rete. Da quel momento ci siamo messi in contatto con moltissime altre realtà che tentavano di fare la stessa cosa all’interno delle proprie città. Ci siamo scoperti meno soli e sempre di più il nostro è diventato un progetto plurale. Abbiamo scelto che i nostri primi interlocutori fossero i ragazzi perché la loro curiosità, il loro entusiasmo era contagioso e ci restituiva tutta l’energia che noi per primi avevamo investito per realizzare il nostro progetto.
Oggi Dominio Pubblico non appartiene solo a noi che lo abbiamo ideato ma è un progetto della città. Si rivolge principalmente a giovani sotto i 25 anni che stanno per decidere cosa fare della loro vita e dove vogliono investire le loro energie. Chi sceglie di far parte di questo progetto diventa la direzione artistica partecipata di un festival che negli ultimi anni ha permesso a centinaia di artisti di mettere piede per la prima volta su un palcoscenico. E non un palcoscenico qualsiasi bensì quello del Teatro India, spazio nato per essere una “porta aperta” sulla città.
Attraverso questo processo di partecipazione Dominio Pubblico si fa laboratorio di esperienze dove è necessario confrontarsi per prendere insieme una decisione. Non si è da soli ma si sceglie insieme. Si impara a rispettare la decisione degli altri ma anche ad esporre le proprie idee e le proprie necessità. Si cerca di imparare insieme come stare nel mondo, cercando di attivare una sorta di intelligenza collettiva.
Oggi in una città che sembra perdere luce ogni giorno di più, che appare ai suoi cittadini più buia, più confusa, più desolata, più sola, nasce il desiderio di elevarsi e di andare verso l’alto dove l’aria è più pulita. Questo desiderio mette in luce il nostro futuro e ci permette di sollevarci. Uno ad uno.

Videos

  • WEEK UP #2

  • WEEK UP #1 14/16 giugno 2019 Teatro India

  • DoPo Opening DParty #sollevatidp19

DOMINIO PUBBLICO la città agli under 25 - 2019

Free Entry

DOMINIO PUBBLICO_ la città agli under 25 dal 14 al 23 giugno (in due Week-UP!)

2019-06-14T06:00:00.000Z | 2020-06-23T21:30:00.000Z

Teatro India – Teatro di Roma, Roma Italia, Roma, Italia

  • venerdì, 14 giugno 2019 // lunedì, 22 giugno 2020 | #sollevatidp19, Teatro India – Teatro di Roma, Roma, Italia

Festival

TU, SOLAMENTE SOLLEVATI
L’immagine, rappresenta nella sua forza evocativa il concetto di Ribellione, in chiave poetica e surreale. In una città cupa e infuocata, fra un volo basso di mongolfiere si eleva il vero protagonista, quello che non si piega alle conformità, quello che cerca la luce e si solleva trascinando con se’ tutta la mongolfiera, per iniziare il suo viaggio verso il cambiamento, in una emozionante ascesa dal buio alla luce.

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere che e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
Italo Calvino _ Le città Invisibili
Elevarsi è una condizione naturale per l’uomo propria non solo allo spirito e al pensiero.
È un bisogno fisico e necessario per ogni essere vivente. La spinta verso l’alto alla ricerca della luce e dell’aria, elementi essenziali alla vita e necessari alla crescita, è un istinto comune a ciascuno di noi fin dalla nascita.
Questo desiderio, soprattutto da giovani, ci spinge a sollevarci e a puntare verso il cielo per riuscire a trovare la propria strada, cercare di vedere le cose con più distacco e maggiore nitidezza, qualità propria delle grandi altezze. Ma il rischio di salire troppo velocemente -dicono- è sempre quello di una brusca caduta. Ecco allora che la nostra coscienza impara ad essere prudente e acquisisce consapevolezza non solo della propria traiettoria ma anche di quello che è intorno a noi.
Sei anni fa abbiamo avviato questo progetto con l’intento di non rimanere soli. Abitavamo degli spazi dove si svolgevano attività culturali, dove ogni sera veniva messo in scena un gioco, il gioco di imitare la vita e questo gioco lo volevamo condividere con gli altri. Questi spazi si chiamavano teatri. Ma sembrava che molti se ne fossero dimenticati o che non servissero più, perché spesso venivano chiusi o abbandonati.
Dominio Pubblico nasce come progetto di formazione per gli spettatori, nel tentativo di renderli partecipi di questo gioco dove si impara a stare insieme e a condividere gioie e dispiaceri. Siamo stati tra i primi esempi di co-working culturale tra strutture teatrali indipendenti che si sono messe insieme nel tentativo di fare rete. Da quel momento ci siamo messi in contatto con moltissime altre realtà che tentavano di fare la stessa cosa all’interno delle proprie città. Ci siamo scoperti meno soli e sempre di più il nostro è diventato un progetto plurale. Abbiamo scelto che i nostri primi interlocutori fossero i ragazzi perché la loro curiosità, il loro entusiasmo era contagioso e ci restituiva tutta l’energia che noi per primi avevamo investito per realizzare il nostro progetto.
Oggi Dominio Pubblico non appartiene solo a noi che lo abbiamo ideato ma è un progetto della città. Si rivolge principalmente a giovani sotto i 25 anni che stanno per decidere cosa fare della loro vita e dove vogliono investire le loro energie. Chi sceglie di far parte di questo progetto diventa la direzione artistica partecipata di un festival che negli ultimi anni ha permesso a centinaia di artisti di mettere piede per la prima volta su un palcoscenico. E non un palcoscenico qualsiasi bensì quello del Teatro India, spazio nato per essere una “porta aperta” sulla città.
Attraverso questo processo di partecipazione Dominio Pubblico si fa laboratorio di esperienze dove è necessario confrontarsi per prendere insieme una decisione. Non si è da soli ma si sceglie insieme. Si impara a rispettare la decisione degli altri ma anche ad esporre le proprie idee e le proprie necessità. Si cerca di imparare insieme come stare nel mondo, cercando di attivare una sorta di intelligenza collettiva.
Oggi in una città che sembra perdere luce ogni giorno di più, che appare ai suoi cittadini più buia, più confusa, più desolata, più sola, nasce il desiderio di elevarsi e di andare verso l’alto dove l’aria è più pulita. Questo desiderio mette in luce il nostro futuro e ci permette di sollevarci. Uno ad uno.